Francesco Lo Savio

The Vision of Francesco Lo Savio
Udo Kultermann

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In the catalogue of their [Lo Savio's 'Paintings'] first exhibition, 'Ad Reinhardt - Francesco Lo Savio - Jef Verheyen' 1961, Leverkussen, I wrote: 'All the paintings and drawings in the exhibition depart from the form of the circle, and try by means of the smallest nuances of colour to realise the movement of breathing in space. By means of over-layering surfaces a suspended zone is suggested, which has neither direction nor dimensioning and exists as a unit based in itself'.

In Lo Savio's paintings movement is created by the spatial interconnection between the circle and the square whose relationship is indeterminate. They become one, both formally and meaningfully, creating a meditative experience. The non-linear diffuse and complex colour coordination receives a life, or life-like, quality of perception and corresponds to the organic quality of the human eye. Part of an old philosophical tradition, dating back to the philosophy of Plotin in late Antiquity, the eye and the light of the sun are brought into a new and creative connection, as Goethe much later in his 'Theory of Colour' articulated in the verses:

Would not the eye be like the sun
How could we see the light?
Would not live in us god's own energy
How could the divine excite us?

Udo Kultermann was director of the Stastisches Museum, Leverkusen between '59 and '64. From '65 to '94 he was Professor of Architecture at the University of St. Louis Missouri. His best known publication is Geschichte der Kunstgeschichte (the history of the history of art).
La Visione di Francesco Lo Savio
Udo Kultermann

Pagina 57

Nel catalogo della loro ['Dipinti' di Lo Savio] prima mostra del 1961 a Leverkussen, ebbi occasione di scrivere: 'Tutti i dipinti e i disegni di questa mostra partono dalla forma del cerchio, e cercano di realizzare il movimento del respiro nello spazio per mezzo delle piu'piccole sfumature di colore. Per mezzo delle superfici sovrapposte si suggerisce una zona sospesa che non ha ne' direzione ne' dimensione, ed esiste come unita' basata su se stessa.'

Nelle tele di Lo Savio il movimento e' creato dalla interconnessione spaziale tra il cerchio e il quadrato, la cui relazione e' indeterminata. Essi diventano uno, sia formalmente che in quanto a significato, creando un'esperienza meditativa. La diffusa e complessa coordinazione non-lineare riceve una vivente, o come fosse vivente, qualita' di percezione, e corrisponde alla qualita' organica dell'occhio umano. Parte di una tradizione filosofica che risale al pensiero di Plotino nella tarda antichita', l'occhio e la luce del sole sono posti in una connessione nuova e creativa, che Goethe cosi' avrebbe reso vari secoli dopo:

Se l'occhio non fosse come il sole
Come potremmo vedere la luce?
Se non vivesse in noi l'energia del dio
Come potrebbe eccitarci il divino?

Udo Kultermann e' stato direttore dello Stastisches Museum, Leverkusen tra il '59 e il '64. Dal '65 al '94 e' stato Professore Ordinario di Architettura allšUniversita' di St. Louis Missouri. La sua pubblicazione piu'conosciuta e' Geschichte der Kunstgeschichte (storia della storia dell'arte).